
Dalle telecamere a bordo campo agli highlights sui social, tutto può diventare racconto. Ma se da un lato esiste il diritto di cronaca, dall’altro vi sono limiti legati alla tutela della privacy, disciplinati da leggi italiane ed europee.
Cosa è lecito fare? E quali sono gli obblighi da rispettare quando si racconta un evento sportivo? Scopriamolo insieme.

Il diritto di cronaca trova il suo fondamento nell’articolo 21 della Costituzione italiana, che tutela la libertà di espressione e di stampa.
È un diritto che si applica anche alle riprese video e fotografiche effettuate durante eventi pubblici, incluse le manifestazioni sportive.
Però, il diritto di cronaca non è assoluto.
Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, è subordinato al rispetto di tre criteri fondamentali:
Solo in presenza di questi requisiti, le immagini possono essere diffuse senza il consenso degli interessati, purché l’uso avvenga per finalità esclusivamente giornalistiche e nel rispetto della dignità della persona coinvolta (art. 137 del D.lgs. 196/2003).
La protezione dei dati personali è oggi disciplinata dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dal Codice della Privacy italiano (D.lgs. 196/2003, come modificato dal D.lgs. 101/2018). Ai sensi dell’art. 4 del GDPR, anche le immagini e i video in cui una persona è riconoscibile costituiscono dati personali. La loro raccolta e diffusione richiedono quindi una base giuridica valida.
Quali basi giuridiche sono previste?
Quando le immagini vengono utilizzate esclusivamente a fini giornalistici, il trattamento è esente da alcuni obblighi del GDPR grazie all’art. 85, recepito nell’art. 136 del Codice Privacy, purché siano rispettati i limiti sopra menzionati.

Nel mondo dello sport non professionistico, il confine tra cronaca, promozione e intrattenimento è spesso sfumato. Tornei scolastici, manifestazioni locali, partite di categoria giovanile: eventi con un pubblico limitato ma ripresi e condivisi online.
In questi casi, il rispetto della privacy diventa essenziale:
Chi organizza un evento sportivo deve quindi predisporre:
Il trattamento dei dati dei minori è particolarmente delicato. Ai sensi dell’art. 8 del GDPR, i minori di 14 anni (secondo la normativa italiana) non possono prestare autonomamente il consenso al trattamento dei dati personali. Serve quindi il consenso esplicito dei genitori o del tutore legale.
In particolare:
Art. 10 del Codice Civile e art. 96 della Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941) prevedono inoltre che l’immagine di una persona non possa essere esposta o pubblicata senza il suo consenso, salvo che l’uso sia giustificato da notorietà o finalità di giustizia o di cronaca.
Cronaca VS promozione: attenzione all’uso secondario
Un aspetto spesso sottovalutato è la destinazione d’uso delle immagini. Il diritto di cronaca copre l’utilizzo per:
Non copre, invece:
In questi casi, ai sensi degli artt. 10 c.c. e 96 L. 633/1941, serve sempre il consenso scritto dell’interessato (o del genitore, in caso di minore).
Un modello semplificato di cartello informativo (ai sensi dell’art. 13 GDPR): “Questo evento è oggetto di riprese video e fotografiche da parte dell’organizzazione. Le immagini potranno essere utilizzate per finalità di cronaca sportiva e divulgazione dell’attività. Il titolare del trattamento è (nome). Per informazioni o per esercitare i propri diritti, scrivere a (email).
Secondo l’art. 21 GDPR, ogni interessato ha diritto di opporsi al trattamento dei propri dati. Se una persona (o genitore di un minore) si oppone:

Il diritto di raccontare lo sport è sacrosanto, ma deve convivere con il diritto alla riservatezza. La legge non vieta di filmare o fotografare eventi amatoriali o dilettantistici, ma chiede attenzione, informazione e proporzionalità.
Chi organizza eventi o crea contenuti deve:
Con questi accorgimenti, è possibile celebrare lo sport e la passione che lo anima senza violare la privacy di chi ne è protagonista.
Le riprese a bordo campo offrono numerosi vantaggi per allenatori, squadre e società sportive:

Esiste un confine tra diritto di cronaca e privacy? La risposta è sì, e non è sempre netto.
I due diritti possono entrare in conflitto quando la diffusione di un contenuto, pur rispondendo a un interesse pubblico, comporta un’ingerenza eccessiva nella sfera privata dell’individuo.
È il caso, ad esempio, di un video diffuso per raccontare una gara sportiva, ma che mostra un infortunio grave o una reazione emotiva del protagonista, senza che vi sia un reale valore informativo. In questi casi, il diritto alla riservatezza può prevalere.
Per evitare problemi, è fondamentale porsi alcune domande prima della pubblicazione: l’immagine è davvero necessaria per raccontare i fatti? È proporzionata rispetto allo scopo? Potrebbe ledere la dignità della persona? Adottare un approccio etico e rispettoso è il modo migliore per evitare sanzioni e conflitti.
Durante una partita tra squadre amatoriali di adulti, è lecito realizzare riprese per fini giornalistici, purché l’informativa sia affissa in modo visibile all’ingresso dell’impianto e l’uso delle immagini rispetti i requisiti di verità, interesse pubblico e continenza.
Se però le riprese vengono usate per creare contenuti promozionali della società sportiva, servirà il consenso scritto dei partecipanti.
Diverso il caso di una gara giovanile: in quel contesto, è necessario acquisire il consenso esplicito di entrambi i genitori o del tutore legale per l’uso delle immagini a fini promozionali, mentre per finalità giornalistiche si applicano i principi generali del diritto di cronaca, ma sempre con particolare cautela nella scelta dei contenuti da diffondere.
In entrambi i casi, trasparenza, informazione e rispetto delle regole fanno la differenza.

Le riprese a bordo campo rappresentano un’opportunità importante per il calcio dilettantistico e giovanile, offrendo vantaggi in termini di analisi tecnica, visibilità e coinvolgimento del pubblico.
L’introduzione di strumenti innovativi come LB CAM ha reso la produzione di contenuti più accessibile e professionale, permettendo alle società sportive di aumentare la propria presenza online e offrire un racconto sportivo più coinvolgente.
Con l’uso delle giuste tecnologie e con un approccio consapevole, le riprese possono diventare uno strumento fondamentale per la crescita del movimento calcistico a livello dilettantistico e giovanile.
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