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La personalizzazione del contenuto video sui social

October 13, 2023

La grande realtà che sta cambiando le nuove generazioni.

Nell’ultima decade i social media si sono affermati nel panorama abitudinario degli italiani andando a influenzare il loro modo di comunicare creando la cosiddetta “generazione 2.0”.

Dalla creazione di Facebook si è assistito alla nascita di nuove piattaforme per mantenere le persone sempre in contatto tra loro e favorire la comunicazione tra individui a migliaia di chilometri di distanza in modo ancor più immediato.

Fino ad arrivare ad oggi, quando chi utilizza il web non si accontenta più di navigare tra i vari siti da semplice osservatore di ciò che viene pubblicato ma può lui stesso creare contenuti, condividere immagini, manifestare opinioni rendendo la comunicazione online uno scambio bidirezionale.

L’enorme sviluppo della tecnologia digitale ha quindi modificato in modo irreversibile la natura della comunicazione ed in modo particolare della comunicazione sportiva. Facebook, Twitter ma anche i blog e i network digitali stanno attirando le risorse e gli investimenti delle società sportive aprendo nuove strade e dando vita a progetti sempre più innovativi.

I classici mass media con le loro forme di advertising e comunicazione standardizzate sono oggi un format oltrepassato e le parole chiave dell’era dei social media sono oggi connettività e interattività. Il consumatore non si accontenta più di assistere alla partita di calcio o alla gara del singolo sportivo in modo passivo ma vuole condividere le sue opinioni e interagire con gli altri in tempo reale: aspetti, questi, che rappresentano una componente fondamentale dell’essere tifoso, indipendentemente dal tipo di sport.

Oggi, l’appassionato di sport vuole avere la possibilità di seguire in diretta gli eventi della sua squadra o del suo atleta preferito, ricevere news e aggiornamenti in tempo reale, guardare le clips della gara in ogni momento e anche e soprattutto da mobile. Inoltre, come già accennato, vi è l’esigenza di esprimere impressioni e pareri su ciò che accade ed è in questo contesto che i social media si pongono come il mezzo perfetto per comunicare.

Anche le società sportive hanno capito l’importanza di essere presenti online, con la loro pagina Facebook, un account Twitter e il proprio profilo Instagram per interagire in tempo reale con gli utenti e costruire una fanbase solida di fidelizzati attenti a tutte le iniziative proposte dalla squadra. Si crea così un rapporto che va ben oltre quello di semplice consumo e che si basa sulla sfera emozionale, coinvolgendo sentimenti e valori radicati che ogni appassionato di sport conserva dentro di sé.

In un momento in cui le aziende cercano alternative per coinvolgere la clientela, la sponsorizzazione sportiva si pone come baluardo per far conoscere al grande pubblico le qualità, i valori e le potenzialità del proprio prodotto.

Ma oltre la comunicazione, cos’è cambiato dal punto di vista tecnologico?

a. Tecnologia nello sport per definire le strategie

Nel campionato NBA, ogni palazzetto, ad esempio, è provvisto di un raffinato sistema di telecamere in grado di riprendere i giocatori durante tutta la partita consegnando in questo modo allo staff tecnico una panoramica totale davvero privilegiata. Allo stesso modo, nei giochi di squadra i sensori portatili indossati dagli sportivi aiutano i tecnici a stabilire la posizione esatta dell’atleta in campo, così è più semplice per gli allenatori definire la strategia di gioco migliore. La vecchia scuola che ancora non ammette l’aiuto della tecnologia nello sport ha vita corta, visto che ormai tutti gli atleti devono conoscere il funzionamento dei vari device ed applicazioni a loro dedicati per raggiungere risultati ancora più importanti.

b. Tecnologia sportiva per tutelare la salute degli atleti

Nel ciclismo i dispositivi wearable tengono sotto controllo l’atleta con l’utilizzo di cardiofrequenzimetri che aiutano a monitorare i battiti cardiaci e suggerire quando è il caso di scattare o rallentare per diminuire lo sforzo del cuore.

c. Tecnologia video nello sport per garantire correttezza e sicurezza

Le tanto discusse telecamere in campo sono un altro elemento tecnologico che ha negli anni fatto la differenza durante svariate partite e competizioni.

La moviola digitale per il calcio, ad esempio, in Italia ha scatenato enormi polemiche dividendo il mondo dello sport tra i tradizionalisti e quelli che sostengono invece con fermezza il supporto digitale nello sport. Oltre alle telecamere utilizzate negli stadi e nei palazzetti di tutto il mondo per migliorare la sicurezza dei tifosi, esistono poi sport come il rugby e il basket, in cui la tecnologia video è richiesta dagli arbitri come valido supporto per prendere decisioni senza possibilità di errore umano.

Ogni personalizzazione video deve assorbire il concetto di Post Produzione: in ambito social, la PP è uno dei punti di forza di TikTok, attraverso una serie di strumenti di post-produzione gratuiti, semplici seppur in certi casi abbastanza avanzati.

Tecnologie un tempo destinate a un uso esclusivamente professionale, limitato ad un accesso a pagamento o tramite abbonamento, ora sono alla portata di chiunque disponga di uno smartphone sufficientemente capace. Scopriamo cosa intendiamo quando parliamo di post-produzione, quali professionisti coinvolge e quali corsi seguire per diventare un post-produce.

Esistono 5 fasi per la post-produzione:

1. Registrazione delle sequenze

Prima di passare alla post-produzione vera e propria, è bene assicurarsi che le varie clip siano salvate ed etichettate chiaramente e correttamente. A seconda della lunghezza della clip e della potenza del computer, questa fase di organizzazione può richiedere più o meno tempo.

2. Assemblaggio del materiale 

Corrisponde all’inizio del processo di montaggio vero e proprio. Tutto il materiale viene raccolto e quello non idoneo, tra cui scene tagliate o ritenute non valide, vengono eliminate. Le clip a loro volta vengono raccolte in apposite cartelle ed etichettate. Anche qui, l’intera procedura può richiedere alcuni giorni. Il video vero e proprio, in una timeline precisa e ordinata, inizia così a prendere lentamente forma.

3. Primo montaggio

Con questo termine intendiamo una versione approssimativa del video, una simil bozza. Per essere realizzata può richiedere un paio di settimane, in base alla potenza di elaborazione e al numero di tecnici coinvolti. Infatti, in questa fase, anche il team del suono della post-produzione lavorerà sul montato in questione, registrando ancora una volta le voci recitanti più chiare, aggiungendo effetti sonori e componendo la musica richiesta.

4. Montaggio di precisione

Il montato si avvicina gradualmente alla sua versione definitiva e le scene finalizzate iniziano a prendere forma.

5. Montaggio finale

Si tratta della fase in cui viene svolto tutto il lavoro rimanente, inclusa l’ottimizzazione e la correzione del colore, il lavoro di animazione e gli effetti visivi prima del rilascio finale.

Nello sport in generale, la ripresa è cambiata molto perché sia nei professionisti che nei dilettanti o amatoriali, si utilizza quasi solo ed esclusivamente lo smartphone. Grazie ad esso, società sportive, come anche il singolo privato, possono creare “contenuti” in maniera semplice, intuitiva, veloce ed avere la possibilità di produrre il proprio Highlights, mettendolo subito online, senza dover essere un vero esperto del settore.

Ad oggi, gli Smartphone attraverso l’ausilio di potenti Software, ci stanno dando infinite possibilità per essere un esperto creatore di contenuti, un ottimo comunicatore, un bravo designer ma anche un esperto videomaker: ci offrono prestazioni migliori e qualità pari o quasi strumenti di un tempo (videocamere, agende, macchine fotografiche digitali, etc).

In sintesi, l’era del binomio Smartphone&Software sta comandando il mercato, mandando in pensione le “buone vecchie” abitudini.

Grazie al corretto utilizzo di queste nuove tecnologie faremo dei grandi passi in avanti, soprattutto cavalcando la velocità di trasmissione utilizzata nei messaggi. Creare contenuti video in questo mondo virtuale porterà sicuramente benefici.

Articolo a cura di Samuele De Bertolo


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