USARE IL PROPRIO IPHONE PER LE RIPRESE? SI PUO’ FARE!

January 25, 2022

In pochi anni gli smartphone hanno sostituito la vecchia cinepresa nello sport amatoriale, dilettantistico ma anche nel campo cinematografico.

Una rivoluzione avvenuta negli anni grazie all’avvento di telefoni sempre più performanti e con la possibilità di girare questi video sia in HD che in 4K

Oggi Apple grazie all’uscita di iPhone 13 hanno trasformato i propri dispositivi mobili in delle vere e proprie cineprese tascabili dalle prestazioni elevate che pareggia a tutti gli effetti una fotocamera professionista.

Questa innovazione è entrata anche nel mondo dello sport dilettantistico e amatoriale con le squadre che chiedono di poter usufruire di questo servizio con riprese a bordo campo e dirette Facebook, servizio che conviene anche alle società stesse.

Inoltre, lo smartphone ha delle funzionalità migliori e diverse per quanto riguarda le riprese perché la fotocamera è un’applicazione stessa del telefono e oltre al HD e il 4K si può usare lo slow-motion, che ci consente di catturare un determinato momento, o la panoramica o anche gli scatti multipli qualora si voglia fotografare in sequenza una serie di avvenimenti che possono servire.

La rivoluzione è già iniziata, sta proseguendo e continuerà fino ad arrivare a smartphone usati anche dai registi per girare film o pubblicità, perché come diceva il famoso fotografo americano Chase Jarvis: «la migliore fotocamera è quella che uno ha con sé».

Questo vale anche per i video. Quella videocamera è sempre con noi. In tasca.

Negli ultimi 5 anni sono stati girati cortometraggi, film e pubblicità con i telefoni Apple grazie alla Cinematic resa possibile dalle performance di machine learning del nuovo chip Apple A15 Bionic.

Questa nuova modalità di registrazione promette riprese a livello cinematografico perfette anche per riprese in campo sportivo dove la potenza del dispositivo compensa la mancanza di luce sia nei luoghi chiusi che in quelli aperti.

Ad esempio, il regista Steven Soderbergh ha girato una serie interamente con il suo iPhone che andrà in onda su Netflix dal titolo Hight Flying Bird.

Questa tecnologia sarà davvero una piccola rivoluzione per i registi che vogliono utilizzare un dispositivo mobile: per un film maker appassionato, realizzare un cortometraggio con iPhone sarà estremamente più semplice.

Per fare le riprese in campo sportivo a differenza di una persona che fa riprese in movimento, si devono usare poche accortezze ma necessarie per la buona riuscita del lavoro.

Per riprese statiche, usare una sorgente luminosa controllata è fondamentale; il problema di riprendere in questo modo è l’impugnatura. Infatti, è opportuno utilizzare accessori predisposti che si agganciano al telefono con un’impugnatura alla base che contiene comandi di ripresa attivabili tramite Bluetooth.

Si possono usare degli stabilizzatori dove si possono montare fino a due luci e creare delle riprese stile giornalistico adatti in ambienti chiusi e molto illuminati. Il proprio smartphone va trattato come se fosse una camera professionale per cercare di fare le riprese al meglio.

Il vantaggio di poter usare un telefono piuttosto che una reflex sono diversi anche per il giornalista stesso che si trova sul campo in quel momento e viene “travolto dalla notizia”. Per chi ovviamente non è esperto nel settore usare uno smartphone al posto di una reflex è un vantaggio enorme, tra cui la comodità e la compattezza.

Lo smartphone ha una curva di apprendimento minore perché lo usiamo tutti i giorni ed è già familiare e si può registrare utilizzando diverse app.

Inoltre, con lo stesso dispositivo si può tagliare il video e fare l’editing postando il video direttamente; quindi, il contenuto realizzato è subito fruibile e questo è impagabile.

Sia che ci si trovi per fare le riprese in ambito sportivo o anche per qualsiasi altro momento della giornata lo smartphone è la soluzione migliore perché unisce la praticità, la compattezza, la versatilità e la qualità di una fotocamera, tutto all’interno di un “semplice” telefono.

Alessandro Gentili

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